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CORSO PER ORIENTATORE

CORSO PER ORIENTATORE

Il ruolo dell’orientatore professionale

Possiamo considerare l’operatore di orientamento come un personal trainer, ovvero un allenatore che aiuta le persone a identificare e raggiungere obiettivi professionali, migliorando costantemente la propria impiegabilità e superando eventuali difficoltà di percorso.
Come per un allenatore sportivo, i risultati dell’attività dell’operatore di orientamento dipendono anche dal contesto. Così anche un operatore molto valido otterrà risultati molto diversi a seconda delle caratteristiche del singolo utente e del contesto in cui opera.
Da un punto di vista operativo, l’operatore di orientamento è il professionista in grado di attivare e gestire un processo di orientamento che segue quattro fasi:

1. Analisi delle capacità e aspirazioni dell’utente.
2. Analisi delle possibilità esistenti (educative, formative, profili professionali).
3. Scelta di un obiettivo e redazione di un progetto sulla base di quanto emerso ai punti precedenti.
4. Messa in opera dell’obiettivo.

L’orientatore (o operatore di orientamento) ha il compito di sostenere le persone nei processi di transizione lavorativa o formativa che accompagnano periodi quali la fine dei percorsi scolastici, l’avvio della ricerca di lavoro o il rientro sul mercato del lavoro.
Nell’ambito dell’orientamento scolastico, l’orientatore progetta, gestisce e integra, all’interno della programmazione curriculare, interventi per potenziare le valenze orientative delle discipline in grado di accompagnare gli studenti verso scelte più adatte alla propria personalità e al proprio progetto di vita.
Nell’ambito dell’orientamento professionale, invece, coordina e progetta interventi di orientamento nelle strutture di formazione per favorire i processi di motivazione, autoimprenditorialità e padronanza delle problematiche del mercato del lavoro e delle professioni.
In particolare, l’orientatore svolge la sua funzione supportando l’utente:

• Nella ricerca e selezione delle possibili alternative formative e nelle diverse possibilità di impiego.
• Nell’acquisizione di strumenti per la ricerca attiva del lavoro o di opportunità formative.
• Nella valutazione delle proprie capacità, dei propri interessi e delle proprie aspirazioni (bilancio delle competenze).
• Nella presa di coscienza delle proprie rappresentazioni e attese nei confronti del lavoro e di un ruolo professionale specifico.
• Nel riconoscimento dei cambiamenti intervenuti nel sistema della formazione e del mercato del lavoro.
• Nello sviluppare competenze metodologiche finalizzate alla presa di decisione e all’elaborazione di un piano di azione.

A seguito della riforma dei Servizi per l’impiego (avvenuta nel 1999) la maggior parte delle attività di orientamento viene oggi svolta presso i Centri per l’impiego o le Agenzie per il lavoro previste dal decreto di attuazione della legge n. 30 del 14 febbraio 2003.
Attività di orientamento vengono svolte anche all’interno di scuole, università, centri di formazione professionale, sportelli di associazioni di volontariato (come sono, ad esempio, molti informagiovani).
Infine, possono fare orientamento anche selezionatori del personale (per quanto riguarda incontri sulle tecniche e gli strumenti per la ricerca di lavoro), insegnanti, docenti universitari e esperti di comunicazione.
Il decreto ministeriale n. 166/2001Accreditamento dei soggetti che svolgono attività di orientamento, regola invece l’accreditamento delle sedi orientative e formative e prevede, all’art.10, che vengano definiti gli standard minimi di competenze professionali degli operatori di orientamento e di altre figure impegnate in attività di formazione o di orientamento.

SCHEDA CORSO